venerdì 30 novembre 2018

“ A mio Padre " di Alfonso Gatto

Se mi tornassi questa sera accanto lungo la via dove scende l’ombra azzurra già che sembra primavera, per dirti quanto è buio il mondo e come ai nostri sogni in libertà s’accenda di speranze di poveri di cielo io troverei un pianto da bambino e gli occhi aperti di sorriso, neri neri come le rondini del mare.
Mi basterebbe che tu fossi vivo, un uomo vivo col tuo cuore è un sogno. Ora alla terra è un’ombra la memoria della tua voce che diceva ai figli: – Com’è bella notte e com’è buona ad amarci così con l’aria in piena fin dentro al sonno – Tu vedevi il mondo nel plenilunio sporgere a quel cielo, gli uomini incamminati verso l’alba.
Am