sabato 20 gennaio 2018

Il Sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi.

( Bereguardo Pavia , ore 07:20 l'alba di un nuovo giorno gennaio 2015 )
( Zona Ponte della Becca Pavia, ore 06:50 l'alba di un nuovo giorno gennaio 2015 )
Nelle giornate lavorative siamo talmente presi, se volete ancora addormentati, burberi...che non sapiamo più apprezzare le piccole gioie della vita:
Ammirare l'alba del nuovo giorno, guardare il cielo sereno ( stellato, se ci alziamo molto presto ), buttare un occhio nei campi completamente coperti di brina, e poi ascoltare il canto del gallo, il suono delle campane che annunciano il nuovo giorno; ma pochi minuti fa spalancando la finestra, sono le 07:30 di oggi Sabato 20 Gennaio 2018, mi sono appunto soffermato ed ho apprezzato ciò che al lunedì distratto dal lavoro.. non riesco a cogliere. C'era qualcuno molto più famoso di me che invece queste sensazioni, queste emozioni le ha sapute scrivere per lasciarle per sempre ai posteri.

Am

Il Sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi. 


La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella.
Già tutta l'aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
Giù da' colli e da' tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l'altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s'affretta, e s'adopra
Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
E' come un giorno d'allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Ch'anco tardi a venir non ti sia grave. 

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